domenica 22 settembre 2013

Ce l'abbiamo fatta!

Lunghi preparativi, battaglie con il meteo, incastri con impegni professionali e personali.
Si doveva fare a luglio, poi uno rimanda, l'altro non può.
Insomma, finalmente il 20 agosto siamo partiti per il Lagoscuro.

Tre ore di dura camminata, zaini pesanti di attrezzature e cavi, e il Mandrone eccolo qui.


Un ottimo orzotto ai porcini, una Forst di cantina, poche decine di minuti di riposo, e via alla ricognizione di Lagoscuro.


Si cercano i posti per le prime registrazioni e per il lavoro di domani, ma soprattutto ci si gode lo spettacolo di questa incredibile montagna.
La vedretta compie il suo miracolo di generare acqua, noi raccogliamo i suoi suoni, quelli del vento, delle marmotte e dei pochi uccelli che vivono a questa quota.


Dopo un'ottima cena al rifugio, ci godiamo lo spettacolo della luna piena, e poi via a dormire, è dalle 5 che siamo in piedi, e domani la sveglia suonerà ancora alle 5.
Si parte prima dell'alba, ma lo spettacolo di cui possiamo godere merita il sacrificio.



Tutto lassù a quell'ora è unico e indimenticabile.
Via con la raccolta di suoni, il Lagoscuro è nostro.


Presto un post con i suoni.

martedì 1 gennaio 2013

trentanni Live@Brescia 23 dicembre 2012

Il cammino di un viandante





La mia passione per il field recording (o sound hunting o phonography) è nata circa trent'anni fa; in realtà fin dalle medie adoravo registrare voci e suoni con un radioregistratore Panasonic che spesso mi aggrovigliava le cassette. Registravo persino alcune trasmissioni ad onde corte, e più tardi ho persino preso la licenza di Short Wave Listener.
Come già detto altrove con i mezzi dell'epoca non riuscivo ad assemblare i racconti sonori come volevo, per cui piantai lì tutto fino al 2001.
Nel 2003 una live performance di Eric La Casa e Jean-Luc Guionnet mi illumina: 24 gruppi di microfoni dappertutto nel paese di Villacaccia di Lestizza, collegati ad un mixer a 24 vie. In diretta, a quattro mani, hanno “composto” il paesaggio sonoro che ne derivava.

Un sogno.

Ho cercato di avvicinarmi a quel risultato con il mio brano “Talmassons”, usando 5 minidisc di sorgenti registrate per raccontare l’ambiente del paese in cui alloggiavo in quei giorni.
Qualche anno dopo l'amico Andrea Marutti mi offre la possibilità di inserirmi in una serata di live performance in un centro sociale di Segrate; stavo traslocando, non riuscivo a prepararmi adeguatamente e, soprattutto, non avevo le idee chiare su come farlo. Non mi andava di presentarmi con un computer e manipolare i suoni su una tastiera qwerty, volevo fare una cosa tipo SimTrans, ma in quelle performance il tema e le tecniche erano differenti.

E a volte i sogni si avverano.

Più o meno tre mesi fa mi telefona Pietro (Arrigoni) e mi dice, senza offrirmi scampo: "Senti, visto l'interesse suscitato dal tuo intervento a I Cerchi del Legno dell'anno scorso, quest'anno per Natale nelle Pievi ho pensato ad una tua performance live a Brescia, il 22 o 23 dicembre. Il tema è il silenzio. Fammi sapere."
Un po' sgomento cerco di riprendermi; vorrei eseguire un mixaggio in tempo reale di una ventina di brani, stratificati su 5-6 tracce stereo, assemblati in tempo reale per creare un racconto. Il mixer ce l'ho, ma un player multipista?
Ne parlo con un altro amico, Piero (Villa), che mi fa: "Guarda, ho qui un ADAT della Alesis, 8 tracce digitali, per le altre tracce inventati qualcosa, un minidisc, un DAT".
Porta a casa l'ADAT, studia il manuale, prepara tutti i cavi, collega il tutto al mixer, collega
il minidisc, collegagli anche un DAT; la parte tecnica è fatta.
Adesso viene il bello: pensa al racconto, cerca i brani che possono andare bene, componi le sequenze, smonta tutto e ricomponi, e prova e riprova.

Insomma, il 23 dicembre, che tra l'altro è il mio compleanno per cui quel sogno è diventato il mio regalo, davanti ad un discreto numero di curiosi, ho dato vita al mio racconto sonoro.


Il viandante, parte alla ricerca del suono.
Incontra vento, stormire di foglie, un pascolo.
Ci sta fino a sera, fino ad ascoltare i suoni della notte.
Una costruzione lontana, quasi un artefatto alieno, entra, ascolta il pulsare della diga, la sua energia pervade l'aria, divampa ovunque.
Fuori ancora c'è vento, e una campana lontana lo attira in una chiesetta.
Incuriosito perlustra un'altra chiesa vicina.
Ma c'è una bambina che è ancora più curiosa di lui, Camilla.
Entra, esce, gli ronza intorno.

"Scusi, cosa stai facendo?"
"Registro i suoni che ci sono nella chiesa"

 

I luoghi oggetto delle registrazioni sono:
  • Azzone e in generale i boschi intorno (il viandante, pioppo, abete, noce, fuoco e vento)
  • San Glisente (vento, mattina e sera)
  • La Valle Rossa, a cavallo tra la Val Cavallina e la Val Seriana
  • Talmassons, in Friuli
  • Le Dighe del Venerocolo e del Pantano
  • Lovere, durante una grande nevicata
  • Monte San Martino, in Trentino Alto Adige
  • La chiesetta dell'Emigrante di Valmaggiore e la chiesetta di Fanovo
Il tutto registrato in digitale usando: microfoni large condenser, microfoni a elettrete, microfoni piezoelettrici, cavi d'acciaio.








video

Grazie a Lorenzo per il video e le foto.
Grazie a tutti quelli che hanno partecipato e che mi hanno sostenuto.