mercoledì 31 dicembre 2008

Bienno 29-08-2008: Mostra Mercato

Da una decina di anni si svolge a Bienno, durante l'ultima settimana di agosto, una manifestazione denominata "Mostra Mercato dell'artigianato e dell'antiquariato". Centinaia di espositori espongono le loro opere nei cortili, piazze e vicoli e cantine messe a disposizione per permette agli artisti di ricreare le loro antiche botteghe.
Durante la mia visita ho approfittato per raccogliere un po' di suoni e qualche fotografia.
Uno degli obiettivi più affascinanti è l'antico mulino.





Mulino parte1


Mulino parte2


Mulino parte3





Naturalmente ho raccolto anche voci e schiamazzi di tutta la gente presente:

Mercato parte1


Le voci mi hanno condotto fino al maglio





Maglio













Camminando ho raccolto altre voci

Mercato parte 2


Fino ad imbattermi in due menestrelli

Menestrelli

lunedì 29 dicembre 2008

Gethen



In Orgoreyn non c'è alcun titolo nè alcun rango per discendenza.
I testamenti privati non sono legali; un uomo, morendo, lascia il suo patrimonio allo stato.
Tutti iniziano sullo stesso piano di uguaglianza.
Ma ovviamente non continuano allo stesso modo.
(Ursula Le Guin, La mano sinistra delle tenebre)

La verità è questione di immaginazione



Il più solido dei fatti può soccombere o prevalere, a seconda dello stile in cui è esposto.
Come quel bizzarro gioiello organico dei nostri mari, che si fa più brillante quando una donna lo indossa e, indossato da un'altra, sbiadisce, si fa opaco e diventa polvere.
I fatti non sono più solidi, coerenti e rotondi e reali, di quanto non siano le perle.
Entrambi però sono sensibili.
(Ursula Le Guin, La mano sinistra delle tenebre)

venerdì 26 dicembre 2008

Simultaneous Translation Test per Live!iXem

Lovere, 20 Maggio 2005

video

Test preparato per partecipare ad un concorso; nei giorni precedenti ho registrato qualche ora di trasmissioni ad onde corte e ne ho ricavato esattamente 60 minuti. Il giorno del test ho mandato in stream via internet la registrazione a Nantes, dove Willy elaborava i suoni in tempo reale con un software scritto da lui; dopodichè sempre in stream i suoni tornavano a Lovere, irradiati nella mia casa e raccolti da una dozzina di microfoni, mixati in tempo reale.
Per questa incarnazione di Simultaneous Translation eravamo:
Carlo Giordani: onde corte, microfoni, mixer
Willy Whip: sim trans software
Gaetano Villano: videocamera

mercoledì 24 dicembre 2008

Quando facevo il geofisico (parte quarta)

Una cena tipica in un barrio colombiano di Ipiales: raton asado

Ti prendono un raton, che tengono ad allevare da qualche parte, ed, ahimè, lo uccidono sotto i tuoi occhi esterrefatti...




Lo spellano ben bene e lo infilano sulla asadora (in pratica un manico di scopa)




Lo mettono a cuocere sulla brace, sempre pronta per l'occasione; tempo di cottura una quarantina di minuti




Et voilà, la cena è servita: raton y papas al vapor.
Vi posso garantire che è squisito. In Colombia è un piatto talmente prelibato (e costoso) che fa parte del menù tradizionale della prima comunione.
Alcuni bambini lo assaggeranno quel giorno e mai più.

martedì 23 dicembre 2008

Quando facevo il geofisico (parte terza)

Il Carlè all'interno della jeep che smanetta col computer per acquisire dati magnetotellurici. Alla ricerca di vapore sotto la caldera.




Un po' in giro a fare fotografie




La classica tenuta del geofisico...




Il lavoro all'interno della jeep. Parliamo di computer trasportabili (non portatili!) 8086 con 256KB di RAM e 2 floppy da 5''1/4 (un lusso per l'epoca, li faceva solo IBM, poi è arrivata Compaq).
Il computer era collegato al ricevitore magnetotellurico e registrava i dati, successivamente elaborati e poi interpretati.

lunedì 22 dicembre 2008

Quando facevo il geofisico (parte seconda)

Ecuador 1988: il caro amico Maurilio, allora collega geofisico, sui monti tra Ecuador e Colombia.




Mi piaceva molto il lavoro di geofisico: mi dava modo di entrare in contatti con mondi e persone che sicuramente altrimenti non avrei mai conosciuto; gente povera, che viveva dei campi e degli animali da cortile.
Gente povera, ma orgogliosa e generosa.





Poche foto scannerizzate da stampe di 10 anni fa. Presto farò scannerizzare i negativi e forse anche le diapositive di quegli anni, almeno 2000 scatti.




Mi aggiravo per i puebliti con il mio Zeiss 18 mm.; il mio intento era entrare a stretto contatto con le persone, invadere il loro spazio e registrare la loro reazione.

domenica 21 dicembre 2008

Quando facevo il geofisico (parte prima)

In ufficio a Milano ad elaborare i dati raccolti in giro per l'Italia e per il mondo.
Inseriamo un bel nastro nel lettore e via... Il buon Franzinelli a destra compila, compila... (in Fortran)




All'estrema sinistra il lettore di nastri, subito dopo, appoggiato sul cabinet dell'hard disk (eh sì, era il 1987 e lo scatolotto era un bel winchester da 130MB!) il fedele HP9000s500, uno dei primi calcolatori a 32 bit, con il suo bel mega e mezzo di RAM.





Eccolo lì, il ricevitore multicanale per la magnetotellurica. Per tararlo, generatore di forme d'onda e oscilloscopio.

domenica 30 novembre 2008

San Glisente

13 Agosto 2008
Finalmente ho terminato un breve diario delle 2 giornate passate con il mio amico Ezio sui monti sopra Berzo ed Esine.



Partiamo con la Campagnola (sì, una Fiat Campagnola diesel del 1965), Ezio ed io, salutato Luca che forse invidia un po' la stramba avventura dei due amici.
Una decina di minuti tra i boschi, poi ci fermiamo a fissare i microfoni ad elettrete alle barre della Campagnola, ansiosi di verificare il risultato sul minidisc.
Un'altra ora tra i boschi: larici ed abeti divelti dal recente uragano. Sono stupito dalla potenza della natura, dalla determinazione con cui si toglie dai piedi il "troppo".
Senza tanti complimenti il vento ha sradicato centinaia di piante, ingombrando i sentieri che portano su.
Grande lavoro di motosega e tanta legna per l'inverno.
Arriviamo alla Malga Stabicò: acqua fresca, profumo di latte, di erba, di mucche, di aria fresca.

Inizia adesso il tratto a piedi, Ezio di gran carriera.

Quaranta, cinquanta minuti ed ecco il bivacco di S. Glisente. Credevo di sapere, come altre volte è successo e succederà, ma la realtà è stata superiore alle aspettative: un orizzonte da mancare il fiato in ogni direzione, un silenzio assoluto modulato dai muggiti lontani, vento, grilli, cicale finalmente padroni del suono, zittiti i soliti rumori degli esseri umani.

Procediamo ad un frugale spuntino dividendo pane, salame, prosciutto e birra.

Siamo fuori dal mondo.

Allestiamo microfoni e registratore: Ezio è meravigliato di quello che riusciamo a captare e immagazzinare.

Si offre di tornare alla malga da solo a prendere un po' di formaggio, per permettermi di continuare a registrare.
Intanto stendo il cavo d'acciaio per i microfoni a contatto e procedo in parallelo con le due linee di registrazione.
Finalmente torna Ezio.

Spostiamo più volte i microfoni per cambiare il punto di vista, o meglio di ascolto, visitiamo la cripta del santo, tagliamo un po' di legna.

E per fortuna.

Il maltempo, dopo uno spettacolare prologo di fulmini e tuoni, si scatena con una pioggia dapprima modesta, via via sempre più convinta.

Al riparo dalle forze della natura, scaldati dal camino che fino ad un'ora fa sembrava inutile, procediamo ad un secondo spuntino.

Sono ormai le 10.30, ma questa cenetta a lume di candela proprio ci voleva.

La ricotta ed il "primo sale" della Malga Stabicò hanno un gusto pesante di latte d'altri tempi. Solo ci manca il vino, è la nostra prima cena analcolica da chissà quanto tempo.

Ezio ed io incrociamo racconti goliardici con ricordi di musica con ricordi di amici, i racconti si mischiano ed emergono coincidenze di tutti i tipi.
Intanto il temporale avanza, ma siamo ben al riparo e anche al calduccio.
Tralascerò di raccontare della movimentata notte: il buon Ezio, se disturbato dal mio russare, era comandato a svegliarmi; morale: tra il mio russare ed i suoi spintoni entrambi abbiamo benedetto il Signore che le 5 del mattino sono arrivate in fretta.
Esco spinto dalla curiosità di vedere a che punto è l'alba: rimango colpito da un freddo così intenso che nonostante sia vestito di tutto punto e avvolto nel sacco a pelo, comunque batto i denti per 10 minuti. Non provavo un freddo così da anni.

Arriva l'alba, ma troppe nuvole la coprono rovinandone l'effetto.

Un vento freddo e pungente ci costringe a rintanarci nel bivacco, per consumare una colazione un po' inusuale per l'orario: pane, speck e formaggio, e latte munto la sera prima intiepidito sul bordo del camino.

Indugiamo ancora un po', riflettendo sul da farsi, dopodiché decidiamo che possiamo considerare conclusa la missione a S. Glisente.
Salutiamo la montagna e ringraziamo il bivacco che ci ha protetto, e ci incamminiamo verso la Malga Stabicò.

Durante la camminata troviamo parecchi cespugli di mirtilli, freschi della temperatura mattutina e bagnati di rugiada.

Ehi, finire la colazione a mirtilli appena raccolti alle 7 del mattino è un'esperienza da provare!

Arriviamo alla cascina con molto anticipo sulla partenza delle mucche per il pascolo, per cui abbiamo tutto il tempo per goderci il paesaggio circostante e per tornare a prendere altri mirtilli.

Finalmente le mucche escono. Dolce animale, buono e mansueto che ci dai il latte da cui ricaviamo centinaia di prelibatezze. Mi sento in colpa per essere un carnivoro così accanito.

E' una policromia di suoni: muggiti, campanacci, versi dei mandriani, abbaiare di cani.

Il rito di ogni mattino si compie, ed io ne raccolgo i suoni per mantenerne il ricordo.
Mentre controllo che la registrazione proceda bene, Ezio intercede per me con il Gianni, il casaro della cascina, che mi consentirà di effettuare una registrazione anche all'interno della cascina stessa.
Rimaniamo ancora un po' a goderci il paesaggio sonoro, poi ci dividiamo: Ezio torna a S. Glisente (lo sbadato ha dimenticato il cellulare), io entro in cascina con il Gianni ed inizio a sistemare gli attrezzi per una nuova registrazione.
Nel frattempo il Gianni mi spiega la sua arte: con gesti per lui noiosi e ripetitivi, per me nuovi ed interessanti, prepara la base dei suoi prodotti caseari.
Gli faccio notare che detto così non ci capisco granché, che devo assaggiare per comprendere. Il Gianni capisce l'antifona e mi fa assaggiare di tutto, dal latte alla ricotta al primo sale al formaggio stagionato.

Torna Ezio; ed è ora di rientrare.

Salutiamo e ringraziamo.

La fedele Campagnola di Ezio riprende la marcia verso valle.

Ezio mi gioca anche un paio di tiri mancini: per vendicarsi delle mie ronfate notturne prende qualche curva un po' allegramente, con l'evidente intento di spaventarmi e, perdio!, ci riesce.
Provate voi a star seduti su una campagnola imbizzarrita in discesa con una pendenza superiore al 40%! Arriviamo a Esine carichi e gasati più che alla partenza.

E' stata un'esperienza bellissima, che mi auguro di poter ripetere. Grazie Ezio.

Per fortuna ci siamo sbrigati

30 Novembre 2008.
Ecco come si presentavano oggi i siti su cui siamo intervenuti 10 giorni fa.
Caro Luca, meno male che abbiamo colto l'attimo fuggente.













lunedì 24 novembre 2008

Nuova uscita fono-fotografica

19 Novembre 2008.
Lungo il corso del fiume Dezzo, a raccogliere suoni ed immagini.

Già una volta ho esplorato sonicamente il Dezzo, il 4 maggio 2004, ed i suoni raccolti all'epoca saranno di complemento al racconto fono-fotografico di questa nuova uscita; alla fotocamera il mio amico Luca.

venerdì 31 ottobre 2008

Addio Pierre

Non ti offenderai se pubblico senza il tuo permesso una semplice canzone che vent'anni fa mi ha colpito per la sua semplicità e per la sua dolcezza. Temo d'aver consumato il nastro della cassetta (era "Ritual", una raccolta pubblicata dalla Touch che avevo comprato per un brano dei Residents pubblicato solo lì, ed in quell'occasione ho conosciuto la tua musica).
Oggi l'ho trasferita in digitale e la sto ascoltando, la sto ascoltando, la sto ascoltando...
Permettimi di condividere questa perla con i miei amici.
Addio Pierre.

mercoledì 29 ottobre 2008

Hector Zazou, sit tibi terra levis

Scopro solo ora che Hector Zazou è morto lo scorso 8 settembre. 
Non ti dimenticherò, mi hai lasciato suoni che ricorderò per sempre.
Ti ricordo associandomi all'epitaffio di Materiali Sonori:

ZAZOU
ieri mattina
il nostro amico e compagno
Hector Zazou
è morto.
a Parigi.
cedendo a una micidiale malattia.
aveva sessant'anni.
adieu, Pierre!
che la terra ti sia lieve.
non ti dimenticheremo.

domenica 19 ottobre 2008

More Fire!

Ancora 3 brani "quasi grezzi" ricavati dalle registrazioni effettuate qualche anno fa con il fuoco.


Fire! 2


Fire! 3


giovedì 16 ottobre 2008

Geert Feytons

Ho trovato in rete, e volentieri condivido, questo epitaffio per Geert Feytons.
Fondatore dei Noise Maker's Fifes, nel luglio del 2006 ha preferito lasciare questa vita, privandoci delle particolari sonorità cui ci aveva abituato.
Sovente ci scambiavamo email e un paio di volte ci siamo sentiti al telefono per organizzare un concerto che poi non si è più fatto.
Ciao Geert.







Announcement from NMF and friends

We are sad to announce that our friend and beloved one Geert Feytons is no longer amongst us. 
Geert left us unexpectedly last Saturday (22th of July 2006). 

His family, his friends, all who loved him, will miss him. 
Geert was a unique person, a great artist and even more a wonderful man. 
We are sad and at the same time glad that we had the opportunity to have known him, to have shared glorious moments as well as difficult ones together.
We remember him as someone with plenty of love and friendship to share, as a person with a visionary talent, as a creator and organiser, as an artist with plenty of energy, and most of all as a person with a big heart. 
Together we have spent glorious moments. 
Geert was one of those few persons able to give energy when you needed, to make you smile when things went wrong, to live as if it was a piece of cake. 
At the same time he decided that life had given him everything, and that there was nothing more to wait for.

He leaves us here alone; he leaves us here in emptiness difficult to cope with. 
We have no words to describe what we feel at this right moment. 
Noise makes place for silence, colours trade in for blackness and there is even no more place for chaos. 
He will always be in our heart and memory.

We will all miss you Geert. 

His friends and beloved ones.

sabato 4 ottobre 2008

Suoni della mia vecchia cucina

Non così vecchi come la foto in oggetto, il mio amico Renzo armeggia ai fornelli di mia madre ed il vecchio Superscope, compagno di tante registrazioni, troneggia sul tavolo.
La foto è di 25 anni fa, più o meno; la registrazione di 3 o 4 anni fa, stessa stanza ma ristrutturata.
Buon ascolto.




download del brano cliccando sul titolo del post

venerdì 3 ottobre 2008

Bestiaccino di un Cici...

video
Il mio Cici ripreso con la fotocamera senza audio, ahimè. All'epoca non avevo ancora una videcamera. A volte mi chiedo come un animalino così piccolo potesse fidarsi di un umano, con tutto il male che siamo capaci di fare.

Azzone, 10 agosto 2008


La foto non è eccezionale, ma voi ricordate di aver visto un cielo stellato così ricco dalle vostre parti? Ero ad Azzone, naturalmente, il 10 agosto 2008

domenica 14 settembre 2008

Inattività... apparente

A giudicare dall'attività sul blog nell'ultimo mese potrei apparire un pigrone incallito.
Sono invece molto impegnato ai lavori post-registrazione del 13 agosto al bivacco di S.Glisente ed alla cascina Stabicò.
Non è escluso che pubblichi anche un mini diario delle due giornate trascorse lassù con il mio amico Ezio.

Ho colto l'occasione per aggiornare qualche fotografia precedentemente postata.

martedì 12 agosto 2008

Attrezzatura fonografica: MiniDisc HiMd

Il Minidisc è un registratore digitale splendido per iniziare a registrare tutto ciò che ci sta intorno. In particolare il modello in fotografia, che ho comprato su eBay circa 3 anni fa, gode di un'ottima progettazione, per cui la qualità delle registrazioni è veramente ottima. Appartiene alla seconda generazione di minidisc ed ha la possibilità di registrare anche in modalità non compressa, motivo per cui è particolarmente apprezzato. E' piccolo, comodo e consuma poco, raccomandato per quando si ha poco spazio a disposizione.
Se siete curiosi: http://www.minidisc.org/


domenica 10 agosto 2008

10 agosto 2008: Vento

Ho provato una nuova tecnica per registrare il vento: fissare ad un cavo d'acciaio plastificato 2 capsule piezoelettriche. Il risultato è veramente interessante. Ho lasciato il MiniDisc a registrare per alcune ore ed alla fine ho salvato questa decina di minuti.

Il fruscio in sottofondo, che sembra rumore bianco, è lo stormire delle foglie dei numerosi pioppi tremuli che stanno in zona.

10 agosto 2008: Vento

download del brano cliccando sul titolo del post

sabato 9 agosto 2008

9 agosto 2008: Azzone



Registrazione semplice e spartana; alle 17.30 circa ho piazzato 2 microfoni ad elettrete ed un registratore di minidisc ed ho raccolto un po' di suoni: campane, cicale, voci lontane, canti del paese.


9 agosto 2008: Azzone


download del brano cliccando sul titolo del post

venerdì 8 agosto 2008

Fuoco



Il Fuoco, la terza parte della mia tetralogia sugli elementi che per ora è ferma qui.













The Temple of Fire, Un viaggio attraverso il fuoco ...

Ice Fire, ... con la freddezza della ragione...

Volcano Engine, ... per trasformare il caos in potenza

download dei brani cliccando sul titolo del post

mercoledì 6 agosto 2008

Il tempo passa

Nel 2004 (parecchi capelli persi dopo la foto dell'82, e qualche chilo in più) un mio "amico internet" cinese mi fece una breve intervista per una rivista di musica cui contribuiva, e mi chiese qualche fotografia. Questa è una delle 3 o 4 che gli ho inviato: sono a caccia di suoni a Lovere, sulla riva del lago d'Iseo

martedì 5 agosto 2008

Lovere

Un interessante sito di Davide Balula: si contribuisce con una fotografia scattata dalla propria finestra e con i suoni che si raccolgono durante lo scatto.
Trovate il mio spazio cliccando sul titolo del post (
http://lappareil.free.fr/window/lovere.html), ma vale la pena di far passare anche tutti gli altri che trovate.
In sottofondo si sente il mio Cici che, ahimè, non è più con me. Lo ricordo con una foto, simpatico pappagallino.

lunedì 4 agosto 2008

Vento


Ora 3 brani con il vento protagonista:














Angry Wind, un vento arrabbiato e furioso fu svegliato da un ingenuo ragazzo. Il vento capì che il ragazzo era innocente ed alla fine lo perdonò.


Windward Bug, un vento impetuoso non può nulla contro un insetto tenace.


Nobody but me, la tempesta di fuoco non ha risparmiato nessuno, nessuno tranne me.


download dei brani cliccando sul titolo del post

Acqua




3 brani con l'acqua protagonista 














Spring water, la semplicità di una modesta sorgente


A new kind of water, un nuovo tipo di acqua per un nuovo tipo di sete


Alien water, il sospetto per ciò che è diverso


download dei brani cliccando sul titolo del post

Photography and phonography


In giro a riprendere immagini e suoni. Gli strumenti dell'epoca (1982): il mio fedele Superscope 3 testine, 2 microfoni Sony ad elettrete. Non si vede la Yashica FX3 che mi sta fotografando, compagna di tante avventure.

Phonography

Tra le tante passioni della mia vita c'è anche la phonography, detta anche sound hunting: piazzate 2 microfoni da qualche parte e registrate, poi con molta pazienza riascolate e troverete un suono, una voce, un rumore, che meritano di essere tenuti via. Tempo dopo li riascolterete, e sarete ritrasportati nel luogo e nel tempo della registrazione.
Ogni tanto questa passione viene premiata perfino con qualche evento pubblico: l'8 ottobre 2002 di un mio brano (carlo giordani [italy]: a new kind of water [2002]) è stato proposto al pubblico del Silent Water Concert al Theatre Orion di Helsinki; l'anno scorso parte di un mio brano realizzato con suoni ottenuti dal vento è stato utilizzato dagli Spheres of Chaos nell'album Stratosferia per realizzare l'ouverture del brano The Citadel (http://www.ptesquad.com/more/pte007.html).
Qualche mese fa Patrick Mcginley che cura una trasmissione alla radio ResonanceFM di Londra, interessato da alcune mie cose sentite qua e là, mi ha chiesto di preparare una trasmissione con i suoni dei luoghi in cui vivo.

Una vecchia fotografia


Correva l'anno 1982. Mio fratello mi prestò una compatta Olympus 35mm a focale fissa 42mm. Da lì è nata la mia passione per i grandangoli.
Recentemente ho fatto scannerizzare un po' delle mie vecchie riprese in bianco e nero, così da dar loro un'ulteriore vita.

Biografia (quasi) completa


Sono un ingegnere elettronico; lavoro in una software house di Bergamo e sono a capo di 2 divisioni che si occupano di sviluppo software e di implementazione di infrastrutture sistemistiche.
Precedentemente ho lavorato come geofisico, occupandomi dello sviluppo di software di elaborazione di dati relativi a campi elettromagnetici. Nonostante la mia formazione tecnica sono sempre stato interessato alla fotografia ed ai suoni.

Ho iniziato la mia attività di "sound hunter" nel 1981: armato di un registratore a cassette portatile ho iniziato a registrare pioggia, temporali, uccelli, strade, officine, persone, ma avrei voluto ottenere qualche “composizione” con quei suoni: all’epoca per me era praticamente impossibile, i personal computer non esistevano ancora (ad un prezzo accessibile), così, anche a causa di qualche malfunzionamento nel Superscope, abbandonai tutto.

Vent’anni dopo, nel 2001, sotto l’influenza di tutta la musica ed i rumori che avevo ascoltato durante gli anni, ho deciso di riprendere l’attività interrotta: il sogno era lo stesso di vent’anni prima, creare composizioni da suoni che registravo. I minidisc recorders offrono un buon rapporto prezzo-prestazioni, pertanto ne acquistai uno, e riciclai i vecchi microfoni ancora funzionanti.

Bazzicando la rete ho imparato a costruire idrofoni e microfoni a contatto usando capsule piezoelettriche e microfoni ad elettrete a basso costo. Finalmente potevo acquisire questi suoni con il mio iMac, elaborarli con effetti, stratificarli, sezionarli con un “microscopio acustico” e costringerli a diventare “composizioni”.

Dopo i primi esperimenti, alcuni molto ingenui, altri un po’ più impegnativi, ho iniziato la tetralogia degli elementi: acqua, fuoco, vento, terra. Un brano composto con l’acqua è stato utilizzato al “Silent Waters concert at the Film Theatre Orion” a Helsinki nel 2002 e nella riedizione del 2003.

Parallelamente, stimolato dalla pubblicazione del libro di mia sorella, ho portato avanti il progetto “La voce degli alberi” raccogliendo con microfoni a contatto i suoni che le foglie degli alberi emettono quando sono scosse dal vento.

Durante l'estate del 2003 si sono svolti in Friuli 2 concerti: il primo di Eric La Casa e Jean-Luc Guionnet, il secondo di Benny Nilsen aka Hazard. Eric e Jean-Luc hanno proposto al pubblico una performance particolare: durante tre giorni precedenti il concerto hanno posizionato 24 gruppi di microfoni dappertutto nel paese, collegati ad un mixer a 24 vie. In diretta, a quattro mani, hanno “composto” il paesaggio sonoro che ne derivava: un risultato unico. In piccolo ho cercato di fare lo stesso con il mio brano “Talmassons”, usando 5 minidisc di sorgenti registrate per raccontare l’ambiente del paese in cui alloggiavo in quei giorni.

I miei amici mi chiedono lo scopo di tutti i miei assemblaggi: non esiste una risposta univoca. Innanzitutto se l’ascoltatore non riceve nessuna emozione da ciò che ascolta, non posso spiegargli cosa lui dovrebbe provare. La mia tecnica è semplice: estrarre dalle sonorità del quotidiano l’inaspettato, la curiosità; produrre emozioni dalla costruzione di un paesaggio sonoro che sta dietro i suoni nascosti di tutti i giorni che non siamo più abituati ad ascoltare.